Canone di assistenza per un sito web

Perché a noi il cliende non deve inviare disdetta

Almeno una volta l’anno controlliamo le statistiche dei siti che abbiamo realizzato, al fine di vedere se è cambiato qualcosa a livello di posizionamento, visite, tempi di permanenza, provenienza dei visitatori, pagine più visitate, ecc..

Non è un lavoro che siamo tenuti a fare in quanto i clienti non ci pagano un canone per analizzare le loro statistiche. Quando abbiamo tempo lo facciamo e se notiamo qualcosa di insolito lo comunichiamo ai clienti, dandogli eventualmente suggerimenti su cosa andrebbe cambiato.

Ma lo facciamo anche per noi. Può capitare infatti che su uno dei nostri siti abbiamo dichiarato che il sito creato per un cliente si trova in prima pagina con una certa keyword ed invece non lo è più. Se capita (e talvolta capita) non facciamo una bella figura.

Zero visite al mese...

Qualche giorno fa, controllando le statistiche del sito di un avvocato che abbiamo realizzato 4 o 5 anni fa, mi sono reso conto che risultavano zero visite in un mese. ZERO!!

Come è possibile? – mi sono chiesto.

Cerco il sito in Google con le solite keyword e non lo trovo neppure in decima pagina. Eppure poco dopo averlo pubblicato era in prima pagina. Lo so per certo perché prendiamo sempre nota del posizionamento ottenuto.

Faccio allora ciò che avrei dovuto fare subito: digito l’URL del sito e scopro che non esiste più.

L’avvocato non ha rinnovato il dominio e si è fatto creare da qualcuno un nuovo sito su un altro dominio, più di un anno fa. Risultato: sito sparito da Google, a meno che cerchi il nome dell’avvocato.

Un danno all'immagine

Queste cose non ci danneggiano a livello economico, ma a livello di immagine.

Se nel nostro portfolio clienti c’è un sito che dichiariamo realizzato da noi e un utente va a controllare e vede che si tratta di un sito fatto da altri (lo si capisce subito) o che non esiste più, che figura facciamo?

Ma come? – penserà qualcuno – Perdi un cliente e te ne accorgi dopo un anno? Ti avrà pur inviato una disdetta!

Disdetta di che??

I nostri clienti non hanno bisogno di inviarci nessuna disdetta se decidono di farsi rifare il sito da un nostro concorrente.

Non hanno alcun contratto con noi. Hanno firmato una lettera dove ci incaricano di creare il sito con le caratteristiche concordate a fronte del pagamento concordato. Punto e basta.

Noi non chiediamo canoni (per ora)

Noi non chiediamo alcun canone. Quindi nessun contratto da firmare e nessuna disdetta da inviare.

In realtà, nel corso degli anni, mi sono reso conto che siamo noi a sbagliare, non i nostri concorrenti che fanno firmare ai clienti un contratto per un canone annuo per il mantenimento del posizionamento, l’assistenza e altre cose del genere.

Cose che noi facciamo quasi sempre gratis e spesso senza nemmeno che il cliente lo sappia.

Ci sono clienti che ci telefonano o ci inviano messaggi alle ore più disparate per chiederci una mano a configurare la posta su un nuovo PC o smartphone, oppure per recuperare una password dimenticata, o perché il sito è stato sospeso dal provider perché si sono scordati di rinnovarlo o la carta di credito fornita a suo tempo non è più valida… oppure vogliono sapere perché le visite sono diminuite (a volte capita).

Problemi che, a parte l’ultimo, si risolvono quasi sempre in meno di mezz’ora, ma se si moltiplicano per 500 clienti è facile superare 200 ore di lavoro non retribuito ogni anno.

300 ore di lavoro gratis

Se a queste ore aggiungiamo il tempo che trascorriamo a verificare le statistiche (anche se nessuno ci chiede di farlo) superiamo le 300 ore.

300 ore di lavoro non fatturato ogni anno iniziano ad essere un problema anche per noi.

Sto cercando una soluzione a questo problema e sono sicuro che la troverò a breve.

 In ogni caso lascerò sempre liberi i clienti di cambiare fornitore senza bisogno di inviarci una disdetta. Basterà una email per dirci che si sono stufati di noi :-)

Gianfranco Viasetti

 

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