Realizzazione siti web

siti-vetrina vs siti ecommerce

La gente è strana,
prima ti odia e poi ti ama
(cif. Mia Martini)

Perché non facciamo siti ecommerce?

Certa gente è davvero strana. Ho pubblicato su questo sito un centinaio di pagine (alcune le trovi qui) con articoli molto dettagliati per spiegare, fornendo anche prove inconfutabili, perché i siti ecommerce non funzionano quasi mai, perché farli significa nel 99% dei casi buttare migliaia di euro e tanto tempo nella spazzatura e pertanto noi non li facciamo e sconsigliamo di farli.

Ma la gente è strana

Molte persone leggono solo alcune righe della pagina che hanno trovato in Google e capiscono che non facciamo siti ecommerce. Poi cosa fanno? Anziché fare la cosa più ragionevole, ossia continuare a leggere per capire i motivi per cui sconsiglio di aprire un sito per la vendita online, pensano: "questo tizio sta sconsigliando di fare un sito ecommerce perché lui non è capace di farli. Sta solo tirando acqua al suo mulino. Dice il contrario di ciò che dicono tutti i suoi colleghi. Non capisce un tubo di come funziona oggi internet."

Qualcuno non si limita a pensarlo, mi scrive e me lo dice chiaro e tondo. "Non rinuncerò sicuramente ad aprire un sito ecommerce solo perché lei non è capace di farli. Lo farò fare a qualcun altro." - mi dicono. E qualcuno lo fa.

Poi, dopo qualche mese, resosi conto che il loro sito è introvabile, che non hanno visitatori e non stanno vendendo nulla, ricominciano a cercare informazioni in rete per capire cosa possono fare.

Digitano in Google frasi tipo come posizionare un sito ai primi posti, come vendere online ed altre del genere, e capitano di nuovo sul nostro sito. A proposito, lo sapevi che le frasi che iniziano con "come" sono tra le più cercate in Google?

Questa volta però non si limitano a leggere alcune righe. Lo leggono con più attenzione perché sono disperati.

E qualcuno di loro mi ricontatta. Mi fanno i complimenti per ciò che scrivo, mi dicono che hanno sbagliato a non darmi retta ma che in precedenza non avevano letto a fondo l'articolo, che si sono fidati di un'amico o di un consulente, ecc.. ecc.. e mi chiedono aiuto.

Eppure bastava leggere fino in fondo alcuni dei tanti articoli che ho pubblicato per immaginare che sarebbe finita in quel modo. Negli ultimi 6 anni ho ricevuto più di 5.000 email da parte di proprietari di siti ecommerce che mi dicono di aver speso migliaia e talvolta decine di migliaia di euro senza ottenere risultati. Molte di queste email le ho pubblicate, anche se in forma anonima.

I più fortunati sono coloro che si sono fatti da soli il sito. Loro hanno buttato solo tempo (tanto tempo) e al limite un po' di soldi in AdWords.

Nessuno legge tutti questi articoli

Siccome mi rendo conto che per leggere tutti i nostri articoli sulle vendite online servirebbe una settimana, ho scritto questo articolo con lo scopo di riassumere in una sola pagina quanto ho scritto finora sui siti ecommerce.

Lo scopo principale è di non perdere più tempo prezioso a rispondere a tutti gli utenti che mi chiedono come mai non facciamo siti ecommerce.

Non sappiamo fare siti ecommerce?

Ma vi pare possibile che ne io ne i miei due figli che lavorano con me da 8 anni siamo stati in grado di imparare a creare un sito ecommerce quando in rete si trovano migliaia di tutorial e in libreria centinaia di libri che insegnano a farli?

Il primo webmaster scappato da casa li sa fare, magari non con Magento, ma sicuramente con WordPress e relativo plug-in o con Prestashop. Programmi tra l'altro gratuiti e supportati da un'ampia documentazione.

Pensate che non abbia voglia di leggere qualche manuale?

Realizzazione siti web - Viasetti

Sono un accanito lettore. Negli ultimi 20 anni ho letto centinaia di manuali in italiano e inglese sul marketing, sulle vendite, sul copywriting, sull'advertising, sulla comunicazione creativa, sulla SEO, e non sarei in grado di leggere e comprendere un manuale che insegna a creare un ecommerce con Prestashop? Senza contare che potrei tranquillamente incaricare un collega di farli per conto mio. Ricevo dai colleghi mensilmente 5/6 proposte in tal senso.

Non facciamo siti ecommerce
per altri motivi

Sono ben altri i motivi per cui non facciamo siti ecommerce. E sono gli stessi motivi per cui sconsigliamo di farli.

Vediamo perché
non aprire un ecommerce

Ne esistono troppi. In Italia possiamo ipotizzare ce ne siano circa 200.000, anche se Casaleggio & Associati afferma che sono 22.000.

Probabilmente la differenza sta nel fatto che loro considerano solo i siti ecommerce che sono stati dichiarati alla Camera di Commercio dai loro titolari. Dalle email che ricevo intuisco che la situazione è molto diversa. Quasi il 90% di chi mi scrive per chiedermi aiuto non ha mai dichiarato ufficialmente di avere un ecommerce. Molti di loro sono privati, disoccupati o dipendenti privi di Partita Iva.

Persone che credevano o sono state indotte a credere che con un ecommerce avrebbero risolto i loro problemi economici. "Proviamo" - si sono detti - "poi, se venderò molto aprirò la partita iva."

In realtà non hanno mai avuto bisogno di aprirla perché non hanno mai venduto nulla, a parte a qualche amico o parente.

Alcune persone, dopo avermi chiesto un preventivo per un sito ecommerce per vendere magliette, calzature, borsette ed altri accessori, vino o prodotti tipici alimentari della loro regione, ed essersi sentire rispondere di lasciar perdere, mi chiedono "perché??"

Se rispondo "perché ce ne sono già troppi ed è impossibile avere visibilità", c'è chi ribatte: "ma allora Amazon (o Zalando, o tannico.it o altri noti nomi) come hanno fatto a finire in prima pagina?".

Cosa si può rispondere a chi fa queste domande? Il modo migliore è con alcuni esempi pratici.

Vediamo l'esempio del vino online

Tannico è ai primi posti cercando "vino online", ma con questo termine Google ci restituisce 264 milioni di risultati. Ciò significa che per uno che c'è riuscito ce ne sono migliaia che non ce l'hanno fatta. Quanto ha investito Tannico per il suo sito di 58.000 pagine con 60.000 link in ingresso, per il marketing e la pubblicità?

Immagino centinaia di migliaia di euro. Qual è il tuo budget? 3.000 euro, 5.000, 10.000? Non ci riuscirai mai! Fattene una ragione.

Ma supponiamo che tu sia disposto a pagare AdWords per finire al primo posto. Quanto ti costerebbe? 15.000 euro all'anno per avere 500 visitatori al mese. Quante bottiglie di vino venderesti con 500 visite al mese? Forse una decina. Se sei bravo 20, se si tratta di vino privo di concorrenza. Ogni vendita ti sarebbe costata 50/100 euro di pubblicità. Ne vale la pena?

AdWords non è il toccasana. Lo usano anche i tuoi competitor. Ormai è inflazionato come la prima pagina organica. Più è richiesta una certa keyword, più Google alza il costo per ogni clic. E' la legge della domanda e dell'offerta.

OK per il vino, ma per altri prodotti?

Ho fatto l'esempio del vino online perché è uno dei prodotti per i quali mi viene più spesso richiesto un preventivo per un sito. Ma le considerazioni appena fatte valgono per qualsiasi prodotto, accetto alcune nicchie. Ma se si tratta di un prodotto di nicchia, un prodotto che Amazon o altri importanti marketplace non vendono, significa che non c'è richiesta o che è talmente bassa da non giustificare la creazione di un sito ecommerce.

Ma allora come fa quel mio competitor
ad essere in prima pagina?

Questa è un'altra delle domande che più frequentemente mi viene posta quando dico che le probabilità, per un sito ecommerce, di finire organicamente in prima pagina sono praticamente nulle.

Mi dicono: "d'accordo per quanto riguarda Amazon ed altri siti del genere, ma c'è un mio collega che è sempre in prima pagina eppure so con certezza che non ha investito molto. Come ha fatto?"

A questa domanda in effetti è più difficile rispondere. Per cercare di farlo è necessario investire alcune ore di lavoro.

Dobbiamo analizzare il sito in questione, vedere quante pagine ha, qual è l'anzianità del dominio, quanti link di qualità in ingresso ha, quanto testo, la qualità e l'originalità dello stesso, effettuare la stessa analisi per gli altri siti presenti in prima pagina.. sono ore di lavoro. Scusatemi se non sempre sono disposto a farlo gratuitamente.

Ci sono sempre dei motivi per cui un sito si trova al primo posto anche quando i competitor sono centinaia di milioni, ma scoprirli tutti è praticamente impossibile. Sarebbe la fine di Google se qualcuno riuscisse a scoprirli. Possiamo individuare qualcuno dei motivi, ma non tutti. E anche se per miracolo ci riuscissimo non significa che potremmo replicarli sul tuo sito.

Ti faccio un esempio: Google Story

C'è una pagina di questo sito che è da 8/9 anni ai primi posti di Google con la keyword Google Story, un termine che in certi giorni ha 3 miliardi di risultati, ossia pagine che contengono queste 2 parole. Mi riferisco alla pagina:
https://www.viasetti.it/google-story.htm.

Davanti a noi c'è solo Amazon e Google Book. Anche Wikipedia viene dopo di noi.

Pensi davvero che basti analizzare la nostra pagina ed i siti concorrenti per capire perché siamo da quasi 10 anni ai primi posti? Se lo pensi continua pure a pensarlo. Nemmeno io che ho scritto l'articolo ti so dire perché Google l'abbia collocato ai primi posti e continui a tenercelo nonostante non mi sia mai preoccupato di aggiornarlo, se non forse una volta in un paio di paragrafi.

Eppure quando l'ho scritto non mi sono minimamente preoccupato della keyword density ne di altri fattori universalmente riconosciuti importanti per la SEO. Mi sono solo preoccupato di scrivere un articolo originale, senza copiare da nessuno.

Ma allora perché riusciamo
ad ottenere la prima pagina?

"Se non fate siti ecommerce perché dite che è quasi impossibile avere visibilità, come fate a far avere visibilità ai siti-vetrina che fate voi? Qual è la differenza tra posizionare un sito vetrina e un sito ecommerce?"

Ecco un'altra domanda che spesso mi viene posta.

Differenze tra un sito-vetrina ed un ecommerce

Le differenze tra i siti-vetrina che creiamo noi ed i siti ecommerce (ma non solo i siti ecommerce) sono diverse. Ti dico le principali.

Numero dei siti competitor

Il sito di un avvocato di Bergamo o di Udine, di uno psicologo di Bergamo, di un dentista di Brescia, di un chirurgo plastico di Bari, di un idraulico di Bergamo, di un'azienda che installa climatizzatori a Bologna o Pannelli solari a Brescia, solo per citare alcuni degli oltre 500 siti che abbiamo realizzato, non ha lo stesso numero di concorrenti di un sito ecommerce che deve essere trovato a livello nazionale o internazionale. Nei casi dei siti di cui ci occupiamo è sufficiente la visibilità in una sola provincia.

Quanto appena detto non vale solo per i siti ecommerce ma anche per i siti di annunci, per la consulenza online a livello nazionale e per altre tipologie di siti che per loro natura devono aver visibilità a livello nazionale o internazionale. Siti che noi non facciamo e che in genere sconsigliamo di fare per gli stessi motivi detti all'inizio di questa pagina.

Portali o marketplace molto noti

I siti ecommerce, i siti di annunci, i siti delle agenzie immobiliari, i siti degli hotel, B&B, Agriturismi, Case vacanze, Viaggi, ecc. sono sempre più difficili da posizionare in prima pagina perché esistono attualmente centinaia di portali di settore che grazie agli enormi investimenti pubblicitari effettuati hanno ormai monopolizzato la prima pagina di Google.

Mi riferisco a portali come Booking.com, Trivago, TripAdvisor, Airbnb, casa.it, immobiliare.it, Expedia.it, Prontopro, subito.it e tanti altri. Riuscire per un piccolo sito ad ottenere la prima pagina in un simile scenario è diventato praticamente impossibile.

E lo sta diventanto anche per i professionisti. E' sempre più frequente trovare in prima pagina portali di Avvocati, di Chirurghi, di Dentisti e di altri professionisti che rendono sempre più difficoltoso ottenere la prima pagina ai siti dei singoli professionisti.

Se sei un professionista affrettati a chiederci un sito prima che sia troppo tardi per trovare libero un nome di dominio adeguato a facilitare il posizionamento in prima pagina!

L'opinione di Paola Guidi,
giornalista de IlSole24Ore:

 

Paola GuidiPaola Guidi, giornalista de IlSole24Ore, trend catcher, esperta in design e tecnologie:
"Gianfranco Viasetti è diventato uno dei professionisti più quotati nella difficile “arte” di vendere, off e on line. E lo ha fatto rivalutando il più antico e il miglior strumento di comunicazione e convinzione: la Parola.
50 anni di esperienza nell’ambito della vendita e del marketing tradizionali presso aziende “importanti” (un tempo) come Rizzoli e Xerox e, dal 1997, uno dei più abili a farlo su Internet per aiutare professionisti, artigiani e imprenditori a trovare clienti. Anzi, uno dei pochissimi che ci riesce.
Viasetti ha il coraggio e l’onestà intellettuale di rivelare ciò che migliaia di suoi “colleghi” non raccontano: che vendere virtualmente significa confrontarsi con le gigantesche e ricche piattaforme del web in un’impari e spesso perdente lotta all’ultima keyword.
Eppure Gianfranco ha raccolto nella sua lunga carriera ripetuti successi, è riuscito a far emergere da quel magma confuso che è il Web centinaia di piccoli e medio-piccoli operatori e professionisti, che hanno avuto l’umiltà di ascoltarlo seguendo pari pari i suoi consigli. E in particolare per quanto riguarda un sorprendente segreto: la parola."
Il commento integrale lo trovi qui.

 

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Pagina aggiornata il 15/06/2018

 

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